Introduzione
Destinatari: una parte di questo itinerario è molto frequentata: la salita della ferrata Susatti a Cima Capi (con il percorso breve proveniente da Biacesa). Quello qui descritto è invece un percorso abbastanza impegnativo per il dislivello, 1250 metri di salita, e per la durata, circa 8 ore. Ha il vantaggio di collegare quasi tutto quello che c'è da vedere in questo settore della Rocchetta. Nell'insieme è un percorso per esperti che amano le versioni integrali e gli ambienti selvaggi e poco frequentati, è molto appassionante anche da un punto di vista storico.
Storia: fino agli anni 80 queste zone erano poco frequentate dagli escursionisti, solo qualche locale percorreva i vecchi percorsi di guerra. Poi le sezioni locali della SAT iniziarono ad attrezzare in modo artigianale qualche tracciato, il riscontro degli appassionati fu molto positivo ed anche i turisti iniziarono a frequentare queste zone. Dagli anni 2000, con l'esplosione del turismo outdoor, la frequentazione aumentò enormemente e richiese interventi integrali di rifacimento delle attrezzature.
Paesaggi: basta guardare qualche foto del percorso per rendersi conto che è un autentico balcone panoramico sul Garda.
Ambiente e natura: boschi mediterranei, creste aeree, valloni impervi, pareti a strapiombo sul lago, c'è tutto per avere grandi soddisfazioni.
Luoghi storici: Tagliata del Ponale, Defensionmauer, postazioni di Cima Capi, gallerie di Cima Rocca, fortificazioni di Bocca Pasumer e Forti di Bocca d'Enzima, sono tutte roccaforti della prima linea austriaca durante la Prima Guerra Mondiale.
Descrizione
Partenza/arrivo: per affrontare questo percorso parcheggiamo a Riva del Garda, sulla strada per Limone sul Garda, sopra il lungo lago, nei pressi della centrale idroelettrica.
Se arriviamo con l'autostrada A22 l'uscita è Rovereto Sud - Lago di Garda Nord.
Percorso: inizialmente si sviluppa sul sentiero-ferrata F. Susatti 405, percorre quindi la strada del Ponale e si inerpica poi, in ambiente selvaggio e con panorami stupendi, sulle pendici dello Sperone, sale quindi con la ferrata a Cima Capi (909) e ridiscende fino al bivio sotto le pendici est della Rocca, dove nei pressi della tagliata incrocia il sentiero 460. Qui lascia il 405 e continua sul 460, la ferrata "M. Foletti", fino a San Giovanni. A San Giovanni il percorso risale, con segnavia 471, la ferrata delle gallerie di Cima Rocca (1090), il tratto attrezzato ci condurrà attraverso le gallerie fin sotto la cima. La cima viene salita e poi discesa, con ulteriore tratto attrezzato, sul versante opposto per arrivare alla Bocca di Pasumer. Qui prende il 405B per ritornare sul 405 ed affrontare l'ultimo tratto di ferrata, su gradini scavati nella roccia; un breve tratto di sentiero conduce poi a Bocca d'Enzima. Da qui in discesa, sempre sul 405, passando per il Belvedere della Grola e prima di arrivare alle condutture della centrale devia a destra sul sentiero di servizio dei paloni. Quest'ultimo tratto è impegnativo e da percorrere con prudenza, scendendo c'è un pulpito in cemento, a cavallo delle condutture, punto panoramico fantastico.
Ferrate: incontreremo quattro tratti, tutti ottimamente attrezzati, con continuità dei cavi.
1° Sul 405, per salire a Cima Capi, circa 200 metri di dislivello e 400 di sviluppo.
2° Sul 460, per arrivare a S. Giovanni, con poco dislivello e 150 metri di sviluppo.
3° Sul 470A per scendere da Cima Rocca, tratto di circa 70 metri.
4° Di nuovo sul 405, per attraversare verso Bocca d'Enzima, con poco dislivello e 350 metri di sviluppo.
Condizioni: il percorso è in ottime condizioni per un escursionista esperto, ben segnalato e ottimamente attrezzato. Recentemente tutte le attrezzature sono state sostituite, quindi i tratti attrezzati sono perfetti. Le attrezzature sono posate in modo ottimale per favorire la sicurezza e la facilità di progressione, cavi e staffe non mancano.
Varianti: poiché sulla Rocchetta la rete sentieristica è molto sviluppata, si possono implementare molte varianti. Senza considerare punti di partenza ed arrivo alternativi, ma limitandoci al nostro percorso, possiamo considerare due varianti.
. La prima, per abbreviare il percorso, escludere le gallerie di Cima Rocca e andare direttamente da Cima Capi a Bocca d'Enzima; basterà rimanere sul sentiero 405 al punto rotta n. 6.
. La seconda, per semplificare il percorso, dopo il Belvedere della Grola, al punto rotta 13, non scendiamo per l'impervio sentiero di servizio dei paloni, ma continuiamo fino alle condotte e scendiamo poi con il 404 passando per il Bastione.
Consigli
Quando: il percorso, iniziando a bassa quota, è consigliabile nelle mezze stagioni, quindi primavera ed autunno. In estate direi di andare solo al mattino presto ed in giornate non troppo calde. In inverno è da evitare quando nevica o le temperature scendono sotto zero.
Altro: per quello che riguarda l'attrezzatura, è quella standard per percorsi EEA, consiglio di indossare anche i guanti.
Inoltre portate molta acqua ed una torcia, indispensabile per le gallerie.
Difficoltà
Sono quelle classiche di un percorso EEA, per escursionisti esperti con attrezzatura, con difficoltà del tratto attrezzato PD = Poco Difficile: abbastanza esposta, anche lunga, poco di forza e sempre facilitata dagli infissi posti su di essa.
Pericoli
I pericoli lungo il percorso, sono quelli classici di un itinerario attrezzato, esposto e soggetto a caduta sassi. E' molto frequentato, anche da gruppi, quindi: solo una persona per tratto ed evitate di smuovere sassi o detriti, c'è gente sotto.
Il fatto che segnali che il percorso è in ottime condizioni per un escursionista esperto non significa che sia approcciabile anche da escursionisti. Sono presenti tratti esposti non attrezzati, passaggi infidi e tratti molto accidentati.
Per maggiori dettagli:
Avvertenze Pericoli
e anche:
Pericoli Oggettivi
normalmente presenti in montagna.
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